Castello del Buonconsiglio monumenti e collezioni provinciali

Presentata alla Pinacoteca di Brera la mostra su Romanino

29/06/2006

Ieri sera, tra i capolavori della Pinacoteca di Brera, è stata presentata alla stampa nazionale la mostra estiva dedicata a Romanino. Oltre alla direttrice della Pinacoteca di Brera, dott.ssa Luisa Arrigoni, erano presenti il direttore del Castello del Buonconsiglio di Trento dott. Franco Marzatico, i curatori della mostra dott.Ezio Chini, dott.ssa Lia Camerlengo e il prof. Francesco Frangi e la prof.ssa Renata Stradiotti direttrice dei Civici Musei di Brescia. La sala VIII di Brera, gremita di giornalisti, ha confermato come la mostra di Romanino stia già raccogliendo vivo interesse tra la stampa nazionale. Dagli interventi è emerso come Romanino sia stato un artista straordinario, dalle tinte forti, con una vena graffiante, sempre poco propenso all'idealizzazione ma capace di distaccarsi ed andare contro il classicismo di Tiziano pur di esprimere liberamente la sua pittura. Per Romanino lavorare nella periferia fu proprio garanzia di libertà, e fu lì che riuscì ad esprimersi al meglio. Grazie a questa sua pittura realistica, libera e lontana dall'ufficialità del tempo, Romanino rappresenta così un pittore in rivolta nel Rinascimento ed è da considerarsi uno dei precursori del naturalismo di Caravaggio e della modernità. Nel 1965 Pierpaolo Pasolini, in occasione della mostra monografica di Brescia, lo definì come 'un pittore più moderno di quello che la cultura italiana del suo tempo gli consentisse di essere' arrivando persino a preferire lo stesso Romanino a Tiziano. Al centro dell'esposizione di Trento saranno naturalmente gli affreschi del Castello, ed il suo vasto e prezioso apparato decorativo dovuto anche all'opera di altri importanti pittori come il ferrarese Dosso Dossi e il veneto Marcello Fogolino. La mostra consentirà di ammirare a Trento straordinarie testimonianze pittoriche del Romanino, provenienti da prestigiosi musei quali il Louvre, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera, il Metropolitan di New York, la galleria Doria Pamphilj di Roma e il Museo di Belle Arti di Budapest. Saranno presentate inoltre opere realizzate da importanti maestri della pittura rinascimentale italiana fra cui Tiziano, Lotto, Moretto, Savoldo, Callisto Piazza, Altobello Melone e Altdorfer.
L'esposizione segue l'intero percorso dell'attività dell'artista, attraverso i suoi dipinti più significativi, dalle prime tavole di cifra giorgionesca, come la Madonna del Louvre e il Narciso di Francoforte, fino alle tele degli anni quaranta e cinquanta, dove il pittore ormai vecchio indugia sui temi più drammatici della storia sacra, prediligendo grandi formati e atmosfere tenebrose, ma al tempo stesso è sedotto dai bagliori lucenti dei celebri 'manti argentati', come nel Cristo portacroce di Brera o nella Natività della Pinacoteca di Brescia; a confronto, per exempla, alcune opere degli artisti più importanti che intrecciarono con lui la propria vicenda creativa o ne costituirono l'immancabile riferimento: Tiziano, Lotto, Altobello Melone, Moretto, Savoldo.
Un ricchissimo gruppo di disegni, provenienti dai più importanti musei del mondo, e in alcuni casi mai prima d'ora visti in pubblico, illustra uno degli aspetti più interessanti dell'attività di Romanino, che Giorgio Vasari ammirò tra le 'persone eccellentissime nelle cose del disegno'. Infine una sezione sarà riservata al principe vescovo Bernardo Cles, non solo al suo ruolo nella politica europea e ai suoi rapporti con la casa d'Austria, ma alla sua figura di committente in quel straordinario cantiere d'arte rinascimentale che fu il Castello intorno al 1530.