Nel 1990 viene istituita presso il Castello del Buonconsiglio una Sezione Didattica, rivolta alla promozione e all'educazione dei beni culturali, attraverso la realizzazione di progetti educativi rivolti al mondo della scuola e al pubblico adulto. Il crescente apprezzamento da parte del pubblico, le sperimentazioni con patner locali e nazionali, la ricerca e la valorizzazione della funzione educativa museale nei confronti dei diversi pubblici ha condotto gli ormai Servizi educativi del museo verso una professionalizzazione e specializzazione nel campo dell'educazione al patrimonio culturale sempre più in linea con le indicazioni nazionali ed europee. Infatti, la pedagogia su cui fonda le basi l'operatività dei Servizi educativi è quella espressa nel 1998 dalla Rècommandation N.R 5 del Comité des ministres aux Etats membres relative à la pédagogie du Patrimonie, cioè un'educazione fondata sul "patrimonio culturale, integrante metodi di insegnamento attivi, un dispiegamento delle discipline, un partenariato tra insegnamento e cultura che ricorre ai metodi di comunicazione e di espressione i più diversi".
Attualmente i Servizi educativi del museo promuovono attività nei confronti dei molteplici pubblici museali con progetti e percorsi differenziati per età, bisogni educativi e stili di apprendimento e con modalità comunicative chiare ed efficaci. L'obiettivo è quello di sviluppare un'educazione alla tutela e all'uso consapevole del patrimonio culturale, una cittadinanza attiva e responsabile nei confronti dei beni e del territorio di appartenenza o di accoglienza. Le "nuove frontiere" dell'educazione al patrimonio culturale, quali l'interculturalità, l'inclusione sociale, l'educazione permanente e ricorrente e la differenziazione didattica ed educativa dei progetti e delle attività sono le finalità che i Servizi educativi del museo si pongono nell'attuale società della conoscenza.
Educazione al patrimonio culturale
Sempre più i musei cercano di rispondere a quella che dovrebbe essere una loro funzione primaria, cioè quella di essere strumenti di comprensione e di valorizzazione dei beni culturali. Nello svolgere questa funzione educativa il Castello del Buonconsiglio si rifà all'idea pedagogica espressa dalla Récommandation N.R 5 del Comité des ministres aux Etats membres relative à la pédagogie du Patrimonie del 1998: vi è dichiarato che l'apprendimento non è semplice trasferimento di contenuti e conoscenze ma costruzione ed elaborazione critica da parte del soggetto in situazione di apprendimento/insegnamento. Le recenti teorie educative sottolineano per l'educazione al patrimonio culturale l'importanza di contesti interattivi capaci di stimolare vari livelli e di garantire la partecipazione attiva dei diversi soggetti.
Percorsi di ricerca
Sono unità di lavoro la cui caratteristica è quella di utilizzare metodologie laboratoriali per lo sviluppo e la promozione di abilità e competenze trasversali. L'apprendimento a cui mirano può essere esemplificato nell'espressione "imparando facendo esperienza": si tratta di attivare processi elaborativi che il soggetto compie relativamente alle conoscenze di cui dispone e che hanno come effetto quello di produrre una riflessione o un cambiamento nel suo modo di pensare o di applicare il sapere. La parola "percorso" è stata individuata proprio perchè richiama l'idea di un processo strutturato per tappe volto alla costruzione attiva della propria conoscenza, mentre quella di "ricerca" richiama un atteggiamento didattico che si basa sull'osservazione, sulla riflessione critica e sperimentazione di metodi specialistici di analisi e di studio dei beni culturali.
Progetti in partenariato
Il partenariato culturale ed educativo ha rappresentato un salto di qualità rispetto a una generica didattica dei beni culturali in rete. Lavorare in partenariato significa superare l'idea di scambio o di semplice rapporto per incentivare e credere in un lavoro che è incontro di ruoli e competenze. E' una formula operativa che prevede la capacità di negoziare saperi, metodi e didattiche specifiche in vista di una co-progettazione. Lavorare in partenariato significa dunque individuare punti d'incontro fra le finalità comuni delle istituzioni per trarne vantaggio reciproco e ricadute formative ed educative per tutti i patners coinvolti. In questo ambito la capacità progettuale diventa lo strumento professionale che permette di governare i processi attivati in relazione ai risultati attesi e di controllare le esternalità in senso funzionale al processo educativo, in modo che le stesse si trasformino in risorse efficaci. Per questo motivo, nel lavoro in partenariato progettazione, verifica e valutazione sono inscindibili e di uguale importanza per l'efficace e qualitativa riuscita del progetto.
Museo e Lifelong learning / apprendimento continuo e ricorrente
Negli ultimi anni il tema delll'educazione degli adulti è stato al centro di un vasto dibattito; di esa sono state fornite diverse definizioni e interpretazioni: non poteva essere diverso dato che si tratta di una disciplina nuova e di frontiera che si avvale di apporti di molteplici scienze umane e dello sviluppo del concetto di competenza, alla base dell'attuale pensiero educativo.
Per Educazione degli Adulti si intende la necessità e il diritto di vivere per tutta la vita in condizioni di potenziale apprendimento (V Conferenza mondiale sull'educazione degli adulti, Amburgo, 1997). Le istituzioni culturali, dal punto di vista dell'educazione ricorrente e permanente, possono svolgere un ruolo importante nel migliorare la conoscenza, le abilità e le competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e lavorativa. I musei costituiscono una risorsa unica nel creare e animare ambienti di apprendimento stimolanti, aiutare gli individui a costruire le proprie identità, contribuire ad eliminare le disugualianze culturali e offrire esperienze di apprendimento significative per tutti.
In questi anni l'obiettivo dei Serivzi educativi del museo è stato proprio quello di sperimentare forme di comunicazione museale che non fossero la tradizionale visita guidata ma la promozione di un approccio incentrato sulla persona, sulla sua esperienza e il suo personale stile di apprendimento.
Interculturalità in museo
La configurazione multiculturale e multietnica dell'attuale società ha determinato enormi cambiamenti non solo sociali ma anche pedagogici. L'interculturalità è diventata parte integrante del mestiere di educatore perchè di formazione interculturale non si parla solo quando si è in presenza di stranieri o migranti ma, più in generale, di promozione e sviluppo di una cittadinanza attiva e responsabile. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani recita che "ogni individuo ha diritto di partecipare liberamente alla vita della comunità, a godere delle arti e a partecipare al progreso scientifico e ai suoi benefici" (art.27). Per le istituzioni culturali e museali si tratta di sviluppare e promuovere modalità relazionali che permettono interazioni tra etnie e culture diverse. Il confronto con gli "altri" consente ai musei di ripensare la propria funzione educativa ponendo al centro dell'attenzione l'accessibilità e il ruolo che la cultura può avere come fattore di coesione sociale.
Possibili proposte di aggiornamento o formazione si rivolgono agli insegnanti delle scuole di vario ordine e grado e sono concepiti sia come strumenti di informazione e di ricerca-azione sia come punti di partenza per un proficuo e continuativo rapporto scuola-museo-territorio. Tali proposte, che nel corso degli anni sono state stimolate anche da richieste provenienti direttamente dalle scuole secondo specifici bisogni, hanno l’obiettivo di favorire l’approccio degli insegnanti ai beni culturali attraverso la messa in pratica di metodi e strumenti propri dell’educazione al patrimonio culturale.
In occasione delle esposizioni temporanee, i Servizi educativi del museo propongono sempre momenti di aggiornamento attraverso i quali gli insegnanti possono non solo conoscere i contenuti delle mostre direttamente dai curatori ma anche riflettere sulle possibili connessioni con la loro programmazione scolastico grazie alla presenza degli educatori esperti in mediazione didattica museale.